Comunicato Stampa

La Sezione Specializzata in Materia di Impresa del Tribunale di Roma, con una autorevole decisione resa il 6 settembre 2016, e non impugnata, ha sancito il pieno diritto del CAA COPAGRI srl, della Copa srl, e delle Società convenzionate con il CAA COPAGRI ai sensi dell’art. 12 del D.M. 27.3.2008 tra cui il CAA AIC srl, di poter continuare a far uso del marchio COPAGRI, dagli stessi storicamente utilizzato fin dalla loro fondazione per lo svolgimento delle attività di consulenza e assistenza nella PAC.

La decisione in questione ristabilisce un quadro di certezza del diritto al marchio all’interno del mondo COPAGRI a seguito della recente iniziativa giudiziaria coltivata dalla stessa COPAGRI contro il proprio storico CAA. In particolare la decisione respinge il ricorso d’urgenza di COPAGRI e sancisce che il diritto di esclusiva sul marchio COPAGRI, per i servizi di consulenza e assistenza nel settore agricolo, spetta al Copa srl nonché al licenziato CAA COPAGRI srl in virtù della registrazione risalente al 2004, ben nota e mai contestata dalla COPAGRI per oltre un decennio, fino alla recente, infruttuosa, azione giudiziaria.

Fonte: www.aicnazionale.com

È l’ora del 730 e delle altre pratiche fiscali

Centro di Assistenza Fiscale
Il Centro di Assistenza Fiscale CAF-AIC srl ha ottenuto l’autorizzazione all’esercizio dell’attività di assistenza fiscale nei confronti dei lavoratori dipendenti e pensionati, ai sensi del D.M. 164/99 e del D.lg. 241/97, dall’Agenzia delle Entrate della Regione Lazio in data 28 febbraio 2001 e nel mese di marzo dello stesso anno è stato iscritto al n. 56 del prescritto Albo dei Centri di Assistenza Fiscale.

Il Centro, che segue i cittadini nei rapporti con la Pubblica Amministrazione, fornisce assistenza professionale per la compilazione e l’inoltro dei modelli 730, ICI, ISE, nonché RED in convenzione con l’Inps e l’Inpdap. Sito del Centro di Assistenza Fiscale CAF-AIC: www.cafaicsrl.com.

Fonte: www.aicnazionale.com

Indennità di Accompagnamento 2016: ecco i nuovi Requisiti e quanto Spetta

Indennità accompagnamento 2016
L’indennità accompagnamento è una prestazione economica che viene erogata dall’Inps a favore degli invalidi civili. In particolare tale beneficio è destinato a coloro a cui viene riconosciuta un’invalidità al 100% e ai soggetti mutilati nel caso in cui non siano in grado di deambulare senza accompagnatore o non siano in grado di svolgere in autonomia le azioni di vita quotidiana.
Di seguito vediamo quali sono i requisiti, l’importo e le modalità per presentare domanda per quanto riguarda l’indennità di accompagnamento 2016.

Requisiti
Per potere ottenere l’indennità di accompagnamento 2016, e quindi usufruire della prestazione economica erogata dall’Inps, è necessario rispettare i seguenti requisiti:
• invalidità 100% per malattie fisiche o psichiche;
• impossibilità ed incapacità alla deambulazione, ossia essere nell’impossibilità di svolgere azioni quotidiane senza l’aiuto continuo di un accompagnatore;
• essere cittadini italiani oppure stranieri comunitari iscritti all’anagrafe del Comune di residenza, cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno da almeno 1 anno;
• avere residenza stabile ed abituale in Italia.

L’indennità di accompagnamento 2016 non viene invece riconosciuta agli invalidi ricoverati gratuitamente presso istituti di ricovero per più di 30 giorni e che percepiscono un’indennità analoga a quella di invalidità, ossia che siano titolari di pensione di inabilità per causa di guerra, lavoro o di servizio, quando l’importo è superiore a quello previsto per l’indennità di accompagnamento 2016.

L’importo aggiornato
L’importo dell’indennità di accompagnamento viene aggiornato annualmente dall’Inps. Per quanto riguarda l’indennità di accompagnamento l’Ente di previdenza nazionale ha pubblicato le tabelle aggiornate con la circolare n. 210 del 31 dicembre 2015. L’importo è pari a 512,34 euro per 12 mesi. A differenza della pensione di invalidità 2016, per quanto riguarda l’indennità di accompagnamento non sono previsti limiti di reddito.

Come presentare la domanda
Per richiedere l’indennità di accompagnamento 2016 occorre seguire il seguente iter procedurale:
• chiedere al medico di famiglia il rilascio di un certificato medico che attesti la percentuale di invalidità riconosciuta dalla Commissione medica;
• trasmettere quindi l’apposito modulo di domanda dell’indennità di accompagnamento all’Inps. E’ possibile procedere alla trasmissione rivolgendosi al nostro Caf o al nostro patronato ENCAL INPAL della tua provincia;
• una volta trasmessa la domanda per l’indennità di accompagnamento, l’Inps fisserà una visita medica presso la Commissione medica Asl.

Fonte: www.aicnazionale.com

Corsi di formazione per operatori AIC

Corsi di formazione
26/02/2016

L’Associazione Italiana Coltivatori, nell’ambito del progetto di maggiore qualificazione delle proprie strutture territoriali, nonché di quelle degli enti promossi ed aderenti, organizza in collaborazione con l’UNTIA (Unione nazionale Tutele In Agricoltura) e la Fe.Na.I.D.D. (Federazione Nazionale Imprenditori e datori Domestici) i seguenti corsi di formazione:

1.CONCILIAZIONI SINDACALI (25/02/2016): regole normative ed adempimenti del conciliatore.

2.DELEGHE SINDACALI DATORIALI E DELEGHE PENSIONATI (04/03/2016): modalità di compilazione, acquisizione e gestione delle deleghe.

3.CORSO CAA (10/03/2016): adempimenti e normative AGEA in merito alla richiesta di contributi comunitari e regionali;

4.RAPPORTO DI LAVORO DOMESTICO (14/04/2016): adempimenti e riferimenti riguardo i contratti di lavoro domestico, gestione del rapporto di lavoro ed elaborazione dei cedolini paga del portale Zucchetti.

Tutti i corsi verranno trasmessi in video conferenza, collegandosi al link inviato per posta elettronica a tutti i Presidenti Provinciali AIC.

Fonte: www.aicnazionale.com

Reversibilità

Reversibilità
23/02/2016

Nella Commissione Lavoro della Camera il governo sta lavorando ad un disegno di legge delega che contiene un punto molto delicato e controverso – e a nostro avviso incostituzionale – che se approvato, andrebbe a toccare i diritti acquisiti delle pensioni di reversibilità.

La materia è complessa e non facile da spiegare, ma se sarà approvata i destinatari del provvedimento la capiranno immediatamente a loro spese.

Ma vediamo di cosa si tratta. Questo disegno di legge va a modificare la natura delle pensioni di reversibilità, cioè le pensioni frutto di regolari contributi versati, che all’atto della morte di uno dei coniugi, vengono trasferite alla vedova/o, per garantite lo stesso tenore di vita che si aveva in coppia. Se la legge venisse approvata, queste pensione verrebbero considerate prestazioni assistenziali e non più previdenziali.

Questa disegno di legge prevede infatti, che l’accesso alla pensione di reversibilità dovrà essere legata all’Isee, per il quale conta il reddito familiare e non quello individuale.
Quindi inevitabilmente tantissime persone che supereranno i limiti dell’ISEE, non si vedranno più garantito questo diritto acquisito, ripetiamo con il versamento dei propri soldi all’Inps.

È una legge di inaudita violenza ed ingiusta, ma a nostro avviso incostituzionale, che aprirà contenziosi giuridici a valanga. La pensione di reversibilità infatti è una “prestazione previdenziale a tutti gli effetti, legata a dei contributi effettivamente versati”.

Se la legge andasse in porto, molti destinatari di questo tipo si pensioni, non la prenderebbero più e i contributi versati resterebbero nelle casse dello Stato: una “rapina” legalizzata fatta sopratutto ai danni delle donne, visto che l’età media degli uomini è più bassa e la reversibilità quindi va soprattutto a loro.

Un altro tassello della politica renziana atta a togliere i diritti acquisti dei cittadini. Un nuovo attacco alle pensioni, fatto per categorie ed uno sfregio a quella categoria di cittadini più indifesi che si spera la Commissione Lavoro avrà l’accortezza di rivedere.

Fonte: www.aicnazionale.com

Pensione anticipata: quali requisiti per lavori usuranti, notturni, conducenti ed altri

23/02/2016

Possibile accedere alla pensione anticipata per la categoria dei lavoratori usuranti e per chi fa un lavoro notturno. Pensione anticipata lavori usuranti e notturni Pensione anticipata lavori usuranti e notturni

Per i lavoratori che svolgono lavori usuranti e lavori notturni, si prospetta la possibilità di accedere al prepensionamento su richiesta degli interessati o, in alternativa, alla pensione anticipata in base le disposizioni normative ordinarie. Ma, quali sono le categorie a cui appartengono i lavori usuranti e notturni? E, quali requisiti bisogna avere per accedere al trattamento pensionistico?

Lavori Usuranti, Notturni ed altre Categorie
Appartengono a questa categoria i lavoratori che svolgono le seguenti mansioni:
attività sotterranee in modo quasi continuativo e prevalente, come ad esempio nelle gallerie, nelle miniere o cave;
attività in cassoni ad aria compressa;
attività svolte dai palombari;
attività che obbligano i lavoratori ad essere esposti ad alte temperature, come gli addetti alle fonderie di seconda fusione, i refrattaristi e coloro che sono addetti a mansioni di colata manuale;
gli addetti alla lavorazione del vetro cavo;
chi espleta mansioni in spazi ristretti con carattere di prevalenza e continuità, come attività di costruzione, riparazione e manutenzione navale;
i lavoratori a contatto con l’amianto.

Anche i lavoratori che svolgono attività durante la notte hanno accesso ai medesimi benefici pensionistici. Vi rientrano in questa categoria i seguenti lavoratori:
chi svolge attività nelle ore notturne per almeno 6 ore, purchè rientrino la mezzanotte e le ore 5 del mattino e per almeno 78 ore all’anno se i requisiti per l’accesso alla pensione anticipata
sono stati maturati entro il 10/07/2008 ed il 30/06/2009;
oppure 64 ore all’anno se i requisiti per l’accesso al trattamento anticipato sono stati maturati dal 10/7/2009;
chi lavora per minimo 3 ore durante la notte (tra mezzanotte e le 5 del mattino) per tutto l’anno.

Infine, possono accedere alla pensione anticipata anche i lavoratori addetti alla linea di catena, ovvero coloro che sono impiegati presso aziende che applicano determinati parametri nell’organizzazione del lavoro, quali processi produttivi in serie. Quindi deve trattarsi di mansioni contraddistinte dalla ‘ripetizione continua nel ciclo produttivo’. Anche i conducenti di veicoli con capienza non inferiore a 9 posti, adibiti al trasporto pubblico se i suddetti lavoratori hanno svolto mansioni usuranti per un periodo non inferiore a:
7 anni negli ultimi 10, nel caso di pensione con decorrenza entro il 31/12/2017;
metà dell’intero periodo lavorativo, nel caso di pensioni con decorrenza a partire dal 0/1/2018.

Le categorie di lavoratori sopra elencati, che con decorrenza dal 1/1/2012 svolgono le suddette attività lavorative, possono accedere alla pensione anticipata con il sistema delle quote, ovvero mediante la somma dell’età anagrafica e del numero degli anni contributivi. Coloro che invece raggiungono i requisiti nel 2011, il periodo di anticipo è pari a 3 anni per quanto riguarda l’età anagrafica. Semplificando, per chi matura i requisiti:
nel 2011 sono necessari: minimo 57 anni di età e ‘quota 94’ come somma dell’età e dell’anzianità contributiva;
nel 2012: quota 96 ed età minima 60 anni;
dal 2013 al 2015: quota 97.3 ed età minima di 61 anni e 3 mesi;
dal 2016 al 2018: quota 97.7 e minimo 61 anni e 7 mesi.

Solo per i lavoratori notturni che svolgono meno di 78 ore ogni anno, come specificato sopra, sono invece necessari i seguenti requisiti:
nel 2012: da 64 a 71 ore notturne all’anno e 62 anni d’età e ‘quota 98’;
o in alternativa, da 72 a 77 ore notturne all’anno, 61 anni d’età e quota 97;
dal 2013 al 2015: da 64 a 71 ore notturne all’anno e 63 anni e 3 mesi d’età e ‘quota 99.3’;
o in alternativa, da 72 a 77 ore notturne all’anno, 62 anni e 3 mesi d’età e quota 98.3;
dal 2016 al 2018: da 64 a 71 ore notturne all’anno e 63 anni e 7 mesi d’età e ‘quota 99.7’;
o in alternativa, da 72 a 77 ore notturne all’anno, 62 anni e 7 mesi d’età e quota 98.7.

Infine, la pensione anticipata per i lavoratori addetti a mansioni ed attività usuranti decorre
dal 13° mese successivo a quello in cui si raggiungono i requisiti.

Fonte: www.aicnazionale.com
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